Paolo Rumiz racconta la Grande Guerra

Una serie di 10 film dedicati alla Grande Guerra. Un lungo viaggio attraverso i fronti del conflitto, tra memorie e presente.

Un’opera di Paolo Rumiz e Alessandro Scillitani

consulenza storica di Lucio Fabi

regia, riprese e montaggio di Alessandro Scillitani

Maledetti Balcani!
Paolo Rumiz fa ritorno da un lungo viaggio sui fronti della Grande Guerra. Mette in un vecchio grammofono un disco di un secolo fa. Immediatamente il valzer riporta al 28 giugno 1914, il giorno in cui l’Arciduca Francesco Ferdinando, successore al trono dell’impero austroungarico, viene ucciso a Sarajevo.

Oltre i Carpazi
Il treno porta Paolo Rumiz attraverso i luoghi del Fronte Orientale, dove gli italiani d’Austria, ovvero trentini e triestini, andarono a combattere contro i russi, in quella che è una guerra dimenticata. Infatti oggi, l’impero austroungarico non esiste più, e per i russi la memoria odierna comincia con la rivoluzione del 1917.

Alle Porte di Parigi
Gare de l’Est. Da lì i soldati sono partiti per il fronte, che allo scoppio della guerra è arrivato quasi alle porte di Parigi. I tedeschi infatti applicarono il cosiddetto piano Schlieffen, che però fallì. Dopo pochi mesi, la guerra divenne guerra di trincea. Raggiungiamo la Marna, Verdun, i forti, i villaggi distrutti, e poi la Somme, luoghi tristemente noti per il numero impressionante di morti.

Inchiodati sull’Isonzo
L’Italia entra in guerra un anno dopo, al fianco di Francia e Inghilterra, rompendo l’alleanza con Austria e Germania. Perché? Fu la spinta irredentista, il desiderio di portare a compimento il sogno garibaldino?

Uomini delle caverne
Il racconto della battaglia di Craonne, in cui ci furono ammutinamenti in massa, per evitare la carneficina. La storia della tregua di Natale, e di tutti gli episodi di fratellanza fra soldati dei diversi fronti. Ma anche le mutilazioni, la follia, le diserzioni.

Le terre di Caino
Ypres, il luogo da cui prende il nome un terribile gas, l’iprite. La modernità e la tecnologia al servizio della distruzione. Un odierno “mago” porta Paolo Rumiz a visitare un luogo in cui non cresce l’erba a distanza di 100 anni. Le zone ancora contaminate dalla guerra.

Valanghe e tempeste
La Cengia Martini, l’assalto al Corno di Cavento, il Passo della Sentinella, l’Ortles

Il soldato innamorato
Le memorie, i diari, gli scritti dei soldati nel fango delle trincee.
Ma anche le musiche, la fotografia, le forme d’arte espresse, cercando la vita nei luoghi di morte.

Addio alle armi
Il 1917, l’anno fatidico. La Rivoluzione Russa pone fine alla guerra sul fronte orientale. E poi le rivolte. L’arrivo degli americani. I luoghi degli armistizi,
i prigionieri e il loro ritorno.

Il tramonto dell’Europa
Cosa rimane? Come si coltiva la memoria della prima guerra mondiale?
Paolo Rumiz si reca nei cimiteri a mettere lumini.

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